Mezzogiorno, 19 febbraio 2020 – 16:59

Si aperto Mediterraneo, frontiera di pace il convegno fra 58 vescovi cattolici dei Paesi che si trovano sul Mediterraneo. Ha introdotto l’incontro al Castello Svevo il presidente della Conferenza Episcopale italiana, il cardinale Gualtiero Bassetti

di Redazione online



Siamo qui per riscoprire il significato di una comune appartenenza al Mediterraneo, quindi per attingere alla bellezza e alla forza della comunione fraterna, e per mettere a fuoco una profezia di unit. Il Mediterraneo non solo bellezza generata dall’incontro delle diversit, ma anche violenza che esplode a causa dell’incapacit di comporre i giochi di potere, gli interessi contrapposti e le paure che queste stesse diversit possono alimentare. Lo ha detto cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, in apertura dei lavori nel Castello Svevo di Bari dell’incontro Mediterraneo frontiera di pace.
In prossimit del porto e della cattedrale, quindi del mare e della terra, questo castello – ha detto – testimonia che il Vangelo non giunge da alcuna parte se non incontrando la vita di persone concrete, col loro vissuto di lingue e culture, di attese e speranze. Nessuna cattedrale esisterebbe senza `porti, nemmeno nell’Europa continentale. La peculiarit di questo ritrovarci – ha continuato – quella di esprimere il nostro modo pi autentico di vivere ed essere Chiesa, che d voce alle difficolt e alle domande dei popoli che si affacciano sul Mediterraneo, in un momento che per tanti di loro davvero drammatico. Si tratta di un incontro fraterno, tappa di un percorso pi ampio; un’iniziativa che ci chiama ad accogliere quanto lo Spirito Santo sapr suscitare in un confronto e in una discussione che, ne siamo certi, avverr con franchezza. Siamo qui – ha concluso – per ascoltarci e porgere al Santo Padre Francesco quanto sar emerso dallo scambio fraterno, nella speranza che il cammino intrapreso continui e si rafforzi.

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I vescovi del Mediterraneo



La questione della cittadinanza

La questione della cittadinanza cruciale per tutti: questione che si pone in maniera nuova per gli stessi Paesi di antica tradizione democratica con le sfide dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti, dello spazio pubblico reclamato da tutte le religioni; Paesi che si ritrovano a fare i conti con la pericolosa tentazione a involuzioni identitarie, che minano il fondamento dei diritti inviolabili della persona. Per Bassetti i vescovi non possono vedere la questione dei migranti in maniera settorializzata, come se fosse solo un problema di esodi che impoveriscono i territori o di `arrivi che li destabilizzano: il povero, che parte o che decide di restare, che arriva e che troppo spesso muore durante il viaggio o conosce sofferenze e ingiustizie indicibili, Cristo che emigra, resta, soffre, bussa alle nostre porte.
I problemi con cui ci misuriamo – ha concluso – costituiscono uno stimolo ulteriore a superare, noi per primi, le barriere che attraversano il Mediterraneo e a intensificare l’incontro e la comunione fra di noi. Ne avvertiamo la responsabilit e l’urgenza, convinti come siamo che la tessitura di relazioni fraterne condizione per partecipare al processo d’integrazione.

Il muro di interessi

Il muro che divide i popoli soprattutto un muro economico e di interessi. C’ una frontiera invisibile nel Mediterraneo che separa i popoli della miseria da quelli del benessere, e non conta se al di qua e al di l di questa frontiera ci sono minoranze ricchissime e crescenti impoverimenti, ha detto il cardinale Bassetti. C’ un nesso inscindibile fra la povert e l’instabilit: non potr esserci pace – ha aggiunto senza miglioramento di vita nelle aree depresse del Mediterraneo e nell’Africa sub- sahariana, non potr esserci sviluppo sostenibile senza che cambino le regole che sottostanno ad una economia dell’iniquit che uccide. Non potr esserci arresto delle crisi migratorie e umanitarie senza che sia restituito a ogni uomo e a ogni donna, cittadini del mondo, il diritto di restare nella propria patria a costruire un futuro migliore per s e per la propria famiglia, e senza che a questo diritto sia affiancato anche quello di spostarsi. Liberi di partire, liberi di restare la linea che, come Conferenza Episcopale Italiana, ci siamo dati nella nostra azione solidale nei confronti dei popoli impoveriti.

Un pensiero ad Aldo Moro

Aldo Moro, un martire della terra che ci ospita, un uomo – come lo defin san Paolo VI – ‘buono, mite, saggio, innocente’, osservava con un misto di realismo e di fiducia: ‘Forse il destino dell’uomo non di realizzare pienamente la giustizia, ma di avere perpetuamente della giustizia fame e sete. Ma sempre un grande destino’. Con questa citazione dello statista pugliese il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ha concluso il suo intervento in apertura dei lavori dell’incontro Mediterraneo frontiera di pace.

19 febbraio 2020 | 16:59

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