Non dir che la palla sia gi su un campo femminile, ma sono fiducioso che vedremo presto risultati portati dalle donne. A parlare al giornale saudita Asharq Al-Awsat stato Haya al-Maneea, membro del consiglio della Shura. Occasione, l’ennesimo annuncio che riguarda un provvedimento teso a migliorare la posizione delle donne nella societ e nel mercato del lavoro sauditi. Ma soprattutto nuovo tassello di Vision 2030, piano di riforme voluto dal principe ereditario Mohamed Bin Salman per rilanciare l’economia del Regno.

Questa volta, dopo sport, amministrazione, vita pubblica e vita privata, l’apertura riguarda l’esercito. Se infatti le saudite potevano gi candidarsi per ruoli amministrativi in campo militare, ora — decreta la direzione del ministero per l’ammissione e il reclutamento nelle forze armate (Tajnid) — potranno essere prese in considerazione che vanno dal soldato semplice al sotto ufficiale nelle forze di terra, aria e mare. Un passo in avanti se si considera, che gi da febbraio scorso le donne sono state ammesse nella polizia, nella divisione anti-narcotici, alla direzione generale delle carceri e in quella del controllo delle dogane.

Ora — la vulgata del regno — si va oltre. Il dettaglio che per non stato volutamente esplicitato — probabilmente per non irritare la parte pi conservatrice della societ saudita — se le donne potranno combattere o meno. Pi facile che le vedremo dietro le scrivanie, per lasciare maggiore spazio di manovra sul campo agli uomini, commentano i critici. In attesa di scoprirlo, l’idea che le donne accedano a una nuova fetta di mercato del lavoro andando cos a rafforzare la loro posizione e i loro diritti. Malgrado le resistenze, le impiegate nelle forze di sicurezza hanno avuto un ruolo importante nelle operazioni che riguardano altre donne, come le perquisizioni all’aeroporto o nella lotta al terrorismo, ha sottolineato Nauf Al-Ghamedi commissaria di un ente pubblico chiamato Responsabilizzare le donne. Poi, niente promiscuit con i colleghi maschi e forse un giorno chiss le vedremo pilotare un aereo militare.

Aspettando di vedere la prima top gun di Riad sulla copertina di qualche rivista patinata, quando si parla di Arabia Saudita non va dimenticato come la realt quotidiana sia molto lontana dalla narrativa ufficiale. E soprattutto non va scordato un nome. Non un caso infatti che questo ennesimo annuncio di gender equality arrivi nei giorni in cui ricorre il primo anniversario dell’omicidio di Jamal Khashoggi, il giornalista dissidente ucciso all’interno del consolato saudita a Istanbul. E non solo. In queste settimane l’Arabia Saudita alle prese con un scontro ormai feroce con l’eterno rivale iraniano, dopo i raid sui pozzi di petrolio Aramco. Tutti argomenti scomodi per Mbs. Mentre una donna in divisa — si sa — giova all’immagine e fa meglio agli affari molto pi di un giornalista morto o di un pozzo in fiamme.



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