Enigma Rousseau. La scatola nera dei Cinque Stelle è al centro di una battaglia silenziosa (e a tratti invisibile) che si combatte nel Movimento. Da un lato c’è una folta delegazione parlamentare che mal sopporta il ruolo di Davide Casaleggio e il versamento del contributo mensile di 300 euro, dall’altro c’è Luigi Di Maio capo politico alle prese con la ristrutturazione del gruppo pentastellato, in mezzo c’è una «zona grigia» di persone che spingono, tramano per cambiare ruolo e connotazione a Rousseau. Di Maio e Casaleggio hanno discusso. Il leader ha illustrato il suo progetto di «inglobare» Rousseau nel Movimento pur mantenendo per Casaleggio un ruolo da responsabile della piattaforma. Si è parlato anche di attriti, seccamente smentiti sia dall’entourage del ministro sia da quello dell’associazione. «Rapporti ottimi». Le voci sugli screzi? «C’è chi prova a dividere Davide e Luigi per propri fini», dicono sibillini alcuni pentastellati di peso a testimoniare comunque il clima velenoso che si respira tra le fila dei Cinque Stelle nelle ultime settimane. Sta di fatto che le voci smentite trovano diverse sponde: «Ci sono divergenze».

Costi e contributo mensile

Ma il cuore del problema — più che su un confronto di un asse, quello tra Di Maio e Casaleggio, che rimane comunque saldo al momento — è concettuale (e dei rapporti interni). «Rousseau ha sempre avuto la sua indipendenza, non è scalabile», confessano alcune fonti pentastellate. Ma inglobare la piattaforma avrebbe delle ripercussioni non indifferenti. a partire da un eventuale scioglimento dell’associazione per passare poi al tema dei suoi costi o del contributo mensile che a questo punto sarebbe destinato direttamente al Movimento stesso. «Stiamo studiando se è possibile e in che modo», confermano alcuni pentastellati. Come a dire che le condizioni saranno vidimate da Casaleggio in accordo con Di Maio. Tutto da vedere, insomma.

Il placet di Casaleggio

Tra i gruppi, però, cresce il malessere. Già la nomina di Enrica Sabatini, una dei quattro soci di Rousseau, nel team del futuro aveva fatto storcere qualche naso. Alcuni parlamentari avevano posto l’accento sul fatto che questa nomina compromettesse l’indipendenza sbandierata della piattaforma. Ieri uno dei senatori ribelli, Primo Di Nicola, ha «sfidato» Casaleggio: «Se decide di assumere un ruolo politico, penso dovrà farlo proponendosi agli iscritti, sottoponendosi al voto come fanno tutti. Se lo riterrà opportuno», ha detto all’Huffington post. Intanto, però, qualcosa si muove. Una modifica allo statuto del Comitato che controlla i fondi per le rendicontazioni ha stabilito che il residuo dei fondi delle donazioni andranno al fondo per la micro imprenditorialità e non più all’associazione Rousseau. Un passo nella direzione dei parlamentari con il placet sia di Casaleggio sia di Di Maio.

Kermesse ad Assisi

Eppure il gruppo è pronto ad altri addii. Entro fine settimana arriveranno le sanzioni — espulsioni (una decina probabilmente) , sospensioni (una quindicina) e richiami (una decina) — per chi è finito sotto la lente dei probiviri. Altri pentastellati minacciano di farsi da parte: stavolta i rumors indicano una persona a Palazzo Madama e due a Montecitorio. Intanto, si continua a lavorare sugli Stati generali di marzo. L’idea di svolgere la manifestazione ad Assisi sembra essere passata in secondo piano: hanno ripreso quota Torino e Roma. Alleanze in vista delle Regionali o tavoli programmatici sono «congelati». L’incontro di due giorni fa nelle Marche tra M5S e centrosinistra pare quindi non avrà il nulla-osta del capo politico per un bis. «Il nostro futuro? Aspettiamo un paio di settimane e poi capiremo meglio molte cose».

13 gennaio 2020 (modifica il 14 gennaio 2020 | 14:48)

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